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Come fermare i falsi pop-up di virus e le truffe su Windows 10/11

Se visualizzi grandi e allarmanti quadrati nell’angolo in basso a destra dello schermo che sostengono che il tuo PC sia “infetto” o che il tuo “antivirus sia scaduto”, non farti prendere dal panico. Nella maggior parte dei casi, il tuo computer non è stato violato da un virus. Al contrario, sei probabilmente vittima di notifiche dannose del browser. Questi pop-up sono progettati per imitare gli avvisi ufficiali di Windows o di antivirus come McAfee/Norton, con l’obiettivo di ingannarti e spingerti a cliccare per scaricare vero malware o pagare per falsi servizi di assistenza.

Perché sta succedendo?

Molti siti web utilizzano trucchetti come il “Doppio-click” o la verifica “Dimostra di essere umano” per indurti a cliccare su “Consenti” in una richiesta di notifica. Una volta concesso il permesso, il sito può inviare avvisi direttamente al Centro Notifiche di Windows, anche se il browser è ridotto a icona o se stai visitando altri siti.

La soluzione: Revocare i permessi di notifica

Poiché questi avvisi provengono dal browser e non da un software installato sul PC, non li troverai nel Pannello di Controllo. Ecco il modo più veloce per bloccarli in Google Chrome:

  1. Apri Chrome sul tuo computer.

  2. Nella barra degli indirizzi in alto, copia e incolla il seguente comando interno e premi Invio:

    chrome://settings/content/notifications

  3. Scorri verso il basso fino alla sezione contrassegnata come “Possono inviare notifiche”.

  4. Cerca nomi di siti web che non riconosci o che sembrano sospetti (ad esempio, https://www.google.com/search?q=global-protection-alert.com o stringhe di numeri casuali).

  5. Clicca sui tre puntini verticali (Altre azioni) accanto al sito sospetto.

  6. Seleziona Rimuovi o Blocca.

Consiglio per il futuro

Per evitare che ciò accada di nuovo, puoi attivare l’opzione nella parte superiore della stessa pagina delle impostazioni su “Non consentire ai siti di inviare notifiche”. Questo impedirà del tutto la comparsa di quei fastidiosi pop-up “Consenti/Blocca” mentre navighi.

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Scegliere la password: attenzione ai caratteri speciali

La creazione di password sicure è fondamentale per proteggere la propria privacy e i dati sensibili. Un elemento cruciale per rafforzare le password è l’uso di caratteri speciali. Tuttavia, non tutti i caratteri speciali sono uguali e alcuni potrebbero causare problemi di compatibilità con i client di posta elettronica o altri servizi online. Questo articolo ti guiderà nella scelta dei caratteri speciali più adatti per le tue password.

Perché i caratteri speciali sono importanti

I caratteri speciali come !, @, #, $, e ? aumentano notevolmente la complessità e la forza di una password. I programmi di cracking (attacchi a dizionario o a forza bruta) faticano a decifrare password che contengono un mix di lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali.


Caratteri speciali da usare senza problemi

Molti servizi e client di posta elettronica, inclusi i più diffusi come Gmail, Outlook e Apple Mail, supportano senza problemi i seguenti caratteri speciali. Usare questi caratteri è una scelta sicura per creare una password robusta:

  • ! (punto esclamativo)
  • @ (chiocciola)
  • # (cancelletto)
  • $ (dollaro)
  • % (percento)
  • ^ (accento circonflesso)
  • & (e commerciale)
  • * (asterisco)
  • ( e ) (parentesi)
  • - (trattino)
  • _ (underscore)
  • + (più)
  • = (uguale)
  • { e } (parentesi graffe)
  • [ e ] (parentesi quadre)
  • | (barra verticale)
  • : (due punti)
  • ; (punto e virgola)
  • < e > (minore e maggiore di)
  • ? (punto interrogativo)
  • / (slash)
  • \ (barra rovesciata)
  • ~ (tilde)

Caratteri speciali da usare con cautela

Alcuni caratteri possono causare problemi con specifici client di posta elettronica o server, specialmente quelli più datati o meno standardizzati. Anche se potrebbero funzionare nella maggior parte dei casi, è consigliabile evitarli se riscontri problemi di configurazione.

  • %: Questo carattere è uno dei più problematici, poiché viene spesso utilizzato nella codifica degli URL e può essere interpretato in modo errato durante il processo di autenticazione. Un utente che ha usato %password come password ha riscontrato un errore di configurazione, che è stato risolto solo dopo aver cambiato la password.
  • +: Anche il segno più può creare problemi, in quanto è usato in alcune codifiche URL per rappresentare uno spazio.

Consigli per creare una password efficace

 

Per la massima sicurezza, segui queste best practice:

  • Lunghezza: Usa una password di almeno 12-16 caratteri. Più lunga è, più difficile sarà decifrarla.
  • Complessità: Mescola lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali.
  • Originalità: Non usare informazioni personali come il tuo nome, la data di nascita o i nomi dei tuoi familiari. Evita anche parole comuni o sequenze di tasti facili come 123456 o qwerty.
  • Unicità: Usa una password diversa per ogni servizio importante (email, social media, banca online). Se un account viene compromesso, gli altri rimarranno al sicuro.
  • Gestione: Utilizza un password manager per generare, memorizzare e gestire in modo sicuro le tue password complesse. Questo è il modo più efficace per non doverle ricordare tutte.

In conclusione, l’uso di caratteri speciali è un passo cruciale per la sicurezza delle tue password. Scegliendo i caratteri giusti e seguendo le linee guida sulla complessità, puoi proteggere efficacemente i tuoi account email e navigare online con maggiore serenità.

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How to Fix Persistent Pop-Ups by Resetting Your Browser

Persistent pop-ups are one of the most common symptoms of adware or unwanted browser modifications. These pop-ups can appear even when you are not visiting suspicious websites, often because a browser’s settings have been altered by malicious scripts, misleading notifications, or rogue extensions.


What Causes Persistent Pop-Ups?

  • Adware: Software that displays unwanted advertisements and can redirect your browsing.

  • Malicious or Misleading Notifications: Sites that trick you into allowing push notifications.

  • Browser Extensions: Add-ons installed without proper consent that inject ads or pop-ups.

Even after removing suspicious programs or running antivirus scans, the issue may persist because the browser’s configuration has been altered.


The Most Effective Solution – Reset Your Browser

Resetting the browser to its default state is often the fastest and most reliable way to eliminate pop-ups and restore normal browsing.


How to Reset Common Browsers

Google Chrome

  1. Open Chrome and go to Settings.

  2. Navigate to Reset and clean up.

  3. Select Restore settings to their original defaults.

  4. Confirm by clicking Reset settings.

Microsoft Edge

  1. Open Edge and go to Settings.

  2. Navigate to Reset settings.

  3. Choose Restore settings to their default values.

  4. Click Reset to confirm.

Mozilla Firefox

  1. Open Firefox and click the Menu button (three horizontal lines).

  2. Select HelpMore Troubleshooting Information.

  3. Click Refresh Firefox and confirm.


Why Resetting Works

Resetting removes:

  • All customized settings altered by adware.

  • Rogue extensions or browser hijackers.

  • Unauthorized notification permissions.

This returns the browser to a clean state without affecting saved passwords or bookmarks (depending on the browser).


Prevention Tips

  • Only install extensions from trusted sources.

  • Be cautious when websites request to send notifications.

  • Run regular anti-malware scans to catch early signs of infection.


Conclusion

Persistent pop-ups are often the result of adware or misconfigured browser settings. Resetting your browser to its default state is a proven, simple, and effective solution that works across Chrome, Edge, Firefox, and most modern browsers.

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CSIRT Italia: che cos’è?

CSIRT sta per Computer Security Incident Response Team.
CSIRT Italia è l’organo nazionale ufficiale che si occupa di:

  • Prevenire,

  • Monitorare,

  • Rispondere
    agli incidenti di sicurezza informatica che coinvolgono strutture italiane critiche (pubbliche e private).


🎯 In pratica, cosa fa CSIRT Italia?

  • Raccoglie segnalazioni di attacchi informatici o vulnerabilità (ad esempio ransomware, attacchi a reti critiche, ecc.).

  • Emana avvisi di sicurezza (alert) e raccomandazioni tecniche.

  • Coordina la risposta agli incidenti più gravi.

  • Collabora con enti europei (es. CERT-EU) e internazionali.

  • Pubblica bulletin con aggiornamenti su minacce attive.


🏛 Chi lo gestisce?

Oggi il CSIRT Italia è sotto la gestione dell’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), istituita nel 2021.


📍 Esempi pratici

  • Se un ministero o un’azienda strategica (energia, acqua, telecomunicazioni) subisce un cyberattacco, il CSIRT coordina le operazioni per limitare i danni.

  • Se scoprono una vulnerabilità grave (tipo su software Microsoft o su firewall diffusi), il CSIRT invia alert ufficiali ai soggetti iscritti o pubblici.


🔗 Link ufficiale

Se vuoi dare un’occhiata: 👉 Sito CSIRT Italia

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Come deve essere eseguito un backup ?

Non esiste una normativa unica e specifica che stabilisca esattamente come deve essere effettuato un backup, ma ci sono diverse linee guida e regolamenti che richiedono alle aziende e alle organizzazioni di implementare misure adeguate per la protezione e il backup dei dati, specialmente in settori che trattano informazioni sensibili o critiche.

Principali riferimenti normativi e standard per il backup:

1. GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati – UE 2016/679)

Il GDPR non definisce esattamente come deve essere fatto un backup, ma stabilisce che i dati personali devono essere protetti contro la perdita, la distruzione accidentale e il furto. Le aziende devono quindi adottare misure tecniche e organizzative adeguate per garantire l’integrità e la disponibilità dei dati, e il backup è una di queste misure.

  • Art. 32: Impone alle aziende di garantire la sicurezza dei dati trattati, incluse misure per la disponibilità e l’accesso tempestivo ai dati personali in caso di incidenti fisici o tecnici.
  • Art. 5: Richiede che i dati siano gestiti e conservati in modo tale da garantirne la protezione, inclusa la possibilità di ripristinarli in caso di perdita accidentale.

2. ISO/IEC 27001

La norma ISO/IEC 27001 è uno standard internazionale per la gestione della sicurezza delle informazioni. Essa richiede che le organizzazioni implementino controlli per la protezione dei dati, inclusi piani di backup regolari e testati per garantire che i dati siano recuperabili in caso di perdita.

  • Annex A.12.3: Focalizza sull’integrità dei dati e la loro disponibilità, richiedendo il backup dei dati essenziali, inclusi test regolari sui processi di ripristino.

3. NIST SP 800-34 (National Institute of Standards and Technology)

Questa linea guida del NIST statunitense tratta della “Contingency Planning Guide for Information Technology Systems” e contiene raccomandazioni dettagliate su come eseguire il backup dei dati critici e ripristinarli in caso di disastro. Sebbene non obbligatoria, la guida è ampiamente utilizzata come standard di riferimento.

Processo di backup secondo il NIST:

Valutazione del rischio: Identificare i rischi associati alla perdita di dati, inclusi i disastri naturali, 
errori umani, guasti hardware e attacchi informatici.

Determinazione dei requisiti di backup: Valutare la criticità dei dati e definire obiettivi 
di Recovery Point Objective (RPO) e Recovery Time Objective (RTO), ovvero quanto "indietro" 
si può tollerare di perdere dati (RPO) e quanto velocemente i sistemi devono essere ripristinati (RTO).

Implementazione della strategia di backup: Definire il tipo di backup più adatto 
(completo, incrementale, differenziale), la frequenza, la localizzazione dei 
backup e le tecnologie da utilizzare.

Protezione dei backup: Assicurare che i backup siano adeguatamente protetti 
attraverso la crittografia e limitare gli accessi ai dati di backup.

Test di ripristino regolari: Verificare che i backup possano essere ripristinati 
efficacemente, testando periodicamente il processo di recupero.

 

4. HIPAA (Health Insurance Portability and Accountability Act – USA)

Negli Stati Uniti, la HIPAA richiede alle organizzazioni sanitarie di proteggere i dati sanitari sensibili. Questo include requisiti specifici per il backup e il ripristino dei dati per garantire la continuità operativa e la protezione della privacy in caso di perdita o compromissione dei dati.

  • §164.308(a)(7): Richiede l’implementazione di un piano di backup dei dati e di un piano di ripristino in caso di emergenza per garantire la disponibilità continua delle informazioni elettroniche protette.

5. Regolamenti e norme settoriali

In vari settori, come quello bancario, finanziario e assicurativo, esistono regolamenti specifici che impongono requisiti per il backup dei dati, specialmente per garantire la continuità operativa e la conformità alle normative sulla protezione delle informazioni sensibili.

6. Regole interne e policy aziendali

Oltre ai requisiti normativi, molte aziende creano le proprie policy di backup, basandosi su esigenze interne o raccomandazioni degli standard di sicurezza. Queste policy definiscono tempi, metodi, frequenza e responsabilità riguardo ai backup e al loro ripristino.

Buone pratiche per il backup

Anche se le normative non sempre specificano i dettagli di come eseguire i backup, esistono delle buone pratiche riconosciute:

  • Frequenza: Il backup deve essere eseguito regolarmente, in base alla criticità dei dati. Alcune normative richiedono che i dati sensibili vengano salvati quotidianamente.
  • Sicurezza dei backup: I dati devono essere criptati sia a riposo che durante il trasferimento. Questo è particolarmente importante per proteggere i dati sensibili in conformità con il GDPR e altre normative.
  • Ridondanza: I backup dovrebbero essere conservati in più di un luogo fisico o logico (ad es. cloud e on-premise).
  • Test di ripristino: I processi di backup dovrebbero essere regolarmente testati per garantire che i dati possano essere ripristinati correttamente.
  • Piani di emergenza e continuità: È consigliabile creare un piano di continuità operativa che includa i processi di backup e di ripristino per ridurre al minimo i tempi di inattività in caso di incidenti.

Conclusione

Sebbene non esista una singola legge che indichi come debba essere effettuato un backup, diverse normative, come il GDPR e gli standard ISO/IEC 27001, impongono requisiti che influenzano la strategia di backup di un’organizzazione. Ogni azienda deve sviluppare procedure di backup in linea con la propria industria, con i regolamenti applicabili e con le migliori pratiche internazionali, per proteggere i dati e garantire la continuità operativa.

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Bitdefender – How to test GravityZone VA

Scenario

You downloaded and installed a Bitdefender Gravityzone virtual appliance and you need to test the product but you have only a free trial license that you can you use only on cloud solution exclusively.

Solution

To register for a trial for the on premise GravityZone, please use this link: https://www.bitdefender.com/business/free-trials/ (You will need to use a different email address).
When filling out the required form, select only one of these on-premises products: Bitdefender Security for Virtualized Environments, Bitdefender GravityZone Security for Endpoints, Bitdefender GravityZone Security for Exchange, Bitdefender GravityZone Security for Mobile.

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Sicurezza del computer

L’antivirus non fornisce sicurezza

Se avete montato un antivirus sul vostro computer non siete al sicuro.La minaccia dei virus non si combatte solo con l’antivirus. L’antivirus, semplificando, è un contenitore di tutti i virus scoperti nel mondo fino ad oggi; l’antivirus controlla i vostri file confrontandoli con il suo contenitore : quando vede che il file corrisponde ad uno di quelli immagazzinati vi segnala e blocca la minaccia.

E’ quindi chiaro che l’antivirus è efficace solo se trova un virus che era già stato segnalato da qualcun altro nel mondo. Non può fare niente per le nuove scoperte.

Ci sono inoltre dei virus che non si manifestano come tali se non dopo che l’utente, Voi, li avete attivati. Sono tutti quei virus che vi arrivano come allegati nelle email e che passano quindi la scansione dell’antivirus. Quando ci cliccate sopra, state lanciando un programma: il computer non può autonomamente decidere che quel programma, lanciato da voi, sia un programma malevolo; siete voi che comandate e quindi siete voi che infettate.

Consigli per una buona protezione del computer

  • Usate un servizio di email dotato di un sistema antispam e antivirus efficace. Diminuirà il numero di file che arrivano.
  • Pensate. Leggete la email, non cliccate sui link senza sapere cosa state facendo. Passate con il mouse sopra il link senza spingerlo : vedrete l’indirizzo al quale si collega e se l’indirizzo non centra niente con il soggetto che vi ha mandato la email… è un virus
  • Pensate. Leggete bene i pulsanti nei siti in cui navigate, non rispondete sempre “si” o “consento” senza aver riflettuto.
  • Usate Office 365. La maggior parte dei virus opera dentro i file di Word, Excel che vi mandano. Office 365 con le impostazioni di sicurezza attivate rende i virus non eseguibili.
  • Backup : fate un backup periodico dei vostri dati su un supporto vicino a voi (chiavette usb, un altro computer, sistemi nas)
  • Backup su Cloud : fate un backup periodico in un posto “lontano” dal vostro computer: il cloud è in questo caso, uno spazio su internet in cui memorizzare i vostri dati

Come vedete, tra i consigli, non abbiamo citato l’antivirus….. ma male non può certo fare.

Ricorda che :

L’UNICO ANTIVIRUS EFFICACE SEI “TU

E noi ti possiamo aiutare. Contataci alla 051-790428 o alla email info@mecdata.it. Metteremo al sicuro i tuoi dati

  • Usa il nostro sistema email, velocissimo, sicuro e sempre disponibile e aggiornato su ognuno dei tuoi dispositivi.
  • Affidati a noi per la gestione della tua licenza di Office 365.
  • Affidati a noi per la costruzione del nostro economico sistema di backup in locale ed in Cloud
  • Permettici di insegnarti ad usare al meglio e in maniera più consapevole il tuo computer.
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Quali sistemi operativi sono supportati dal Backup di Azure?

azure backup

Sistema operativo Piattaforma VERSIONE
Windows 8 64 bit Enterprise, Pro
Windows 7 64 bit Ultimate, Enterprise, Professional, Home Premium, Home Basic, Starter
Windows 8.1 64 bit Enterprise, Pro
Windows 10 64 bit Enterprise, Pro, Home
Windows Server 2016 64 bit Standard, Datacenter, Essentials
Windows Server 2012 R2 64 bit Standard, Datacenter, Foundation, Essential
Windows Server 2012 64 bit Datacenter, Foundation, Standard
Windows Storage Server 2016 64 bit Standard, Workgroup
Windows Storage Server 2012 R2 64 bit Standard, Workgroup
Windows Storage Server 2012 64 bit Standard, Workgroup
Windows Server 2008 R2 SP1, 64 bit Standard, Enterprise, Datacenter, Foundation
Windows Server 2008 SP2 64 bit Standard, Enterprise, Datacenter, Foundation

Fonte Microsoft