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Creare un sito web statico su Microsoft Azure

Azure offre numerosi web server : .net, asp.net, php, node.

Ma se dovete semplicemente creare una pagina web statica ? Vediamo cosa possiamo fare con Azure.

Il nostro obbiettivo è creare una pagina web statica per il sito www.miosito.com.

La creazione di un sito web statico su Azure si fa attraverso l’account di archiviazione, in particolare con la tipologia Blob.

Creare un account di archiviazione

Il primo passo consiste nel collegarvi alla vostra sottoscrizione Azure e creare un nuovo account di archiviazione.Createlo di tipo Storage V2. Avrete quindi un nuovo Account di archiviazione con il nome, per esempio “mystoragemiosito”.

Creare il sito web statico

Nell’account di archiviazione che avete creato, nella sezione Impostazioni, spingete su “Sito Web Statico”.

Selezionare Abilitato per abilitare l’hosting di siti Web statici per l’account di archiviazione.

Nel campo Nome del documento di indice specificare una pagina di indice predefinita denominata index.html.

Nel campo Percorso del documento di errore specificare una pagina di errore predefinita denominata 404.html (opzionale)

Salvando vi viene proposto l’indirizzo web del vostro sito web statico, qualcosa del tipo :

https://mystoragemiosito.z22.web.core.windows.net/

Create la vostra pagina web index.html con un qualsiasi editor.

Sempre nell’account di archiviazione, spostatevi nella sezione BLOB. L’operazione precedente, cioè la creazione del sito web statico sul Blob, ha creato in automatico il contenitore $web. Entrate dentro il contenitore e caricate il file index.html (pulsante “Carica” in alto).

Ora provate a vedere se tutto funziona : visualizzate l’indirizzo https://mystoragemiosito.z22.web.core.windows.net/ nel vostro browser; vedrete il file index.html.

Creare il collegamento con il sito web esterno (endpoint)

Rimaniamo nella pagina dell’account di Archiviazione. Selezionate “Rete CDN di Azure”. Create un nuovo endpoint.

  • Selezionare come piano tariffario “Akamai standard” (consigliato da microsoft).
  • Come nome Endpoint inserite quello che volete (nel nostro esempio mettiamo miosito).
  • Come nome di host di origine (cancellate quello che vi viene proposto) dovete mettere, l’indirizzo della cartella del blob in cui è il sito web (senza http o https).In pratica è l’indirizzo che prima avete provato con il browser : nel nostro caso “mystoragemiosito.z22.web.core.windows.net”.

Una volta creato il cdn (ci vuole un po di tempo) vi troverete un nuovo indirizzo per poter vedere la vostra pagina index.html: https://miosito.azureedge.net.

Provate anche questo indirizzo con il vostro browser per vedere la pagina index.html

Dentro l’archiviazione da cui siamo partiti per creare la cdn, non vi troverete più la cdn creata e il relativo endpoint : trovate tutto nelle risorse di Azure. Selezionate l’endpoint; nella sezione impostazioni selezionate “Origine”. Se avete fato tutto bene, l’endpoint di tipo “origine personalizzata” (“custom origin”). Il nome host dell’origine dell’archiviazione e l’intestazione dell’origine dell’archiviazione saranno uguali e saranno il nostro sito web sul blob.

Ora dovete fare in modo che il vostro sito web, www.miosito.com, punti a questo endpoint di azure. Per prima cosa dovete lavorare sul DNS nel pannello di controllo di gestione del vostro sito web. Dovete inserire un record di tipo CNAME con nome www che punta a miosito.azureedge.net.

In Azure, cercate nelle risorse il vostro endpoint e spingete sul pulsante per aggiungere il dominio personalizzato :

  • Nome host dell’endpoint : vi viene proposto quello dell’endpoint :  miosito.azureedge.net
  • Nome host personalizzato mettete il vostro indirizzo web. Nel nostro caso www.miosito.com

Fatto questo, dopo un pò di tempo vi si attiverà l’HTTPS.

Ora potete finalmente provare il vostro sito web, digitando nel browser https://www.miosito.com. Vedrete la solita pagina index.html

Attivare HTTP

Se avete seguito il percorso fino a qui forse avete provato che, scrivendo http://www.miosito.com , invece che https, ho un errore. Questo perché l’account di archiviazione di Azure, nasce con il “trasferimento sicuro obbligatorio” attivato. Andate quindi nel vostro account di archiviazione, nella sezione Impostazioni, selezionate “Configurazione”. Nella pagina dovrete disabilitare il “trasferimento sicuro obbligatorio” e salvare. Ora funzionerà anche http://www.miosito.com

Problemi di cache

Questo sistema ha un problema. Se aggiornate la pagina index.html, e visualizzate sul browser l’endpoint di azure oppure il vostro indirizzo esterno, vedrete il contenuto della vecchia pagina index.html. La pagina sarà invece visualizzata nel sua nuova versione se richiamate sul browser il percorso dell’account ai archiviazione web del Blob.

Per ovviare a questo problema ci sono 2 modi. Il primo modo è quello di ripulire la cache dell’endpoint dalla risorsa. Per farlo, nell’endpoint c’è un pulsante “Ripulisci” : questo pulsante vi chiede esattamente la pagina (o la risorsa, immagine,..) che volete “ripulire” e quindi aggiornare.

Un altro modo è fare un aggiornamento delle risorsa cambiandole nome. Nel nostro caso, la mi pagina principale è index.html; carico nel contenitore $web del mio blob una pagina index2.html con il contenuto modificato; vado nella gestione del sito web del blob e modifico la pagina base in index2.html.


Per approfondire

  • Ospitare un sito web statico in archiviazione di Azure : https://docs.microsoft.com/it-it/azure/storage/blobs/storage-blob-static-website-how-to
  • Usare la rete CDN di Azure per abilitare un dominio personalizzato con SSL per un sito Web statico : https://docs.microsoft.com/it-it/azure/storage/blobs/storage-blob-static-website-custom-domain
  • Configurare HTTPS in un dominio personalizzato della rete CDN di Azure : https://docs.microsoft.com/it-it/azure/cdn/cdn-custom-ssl?tabs=option-1-default-enable-https-with-a-cdn-managed-certificate
  • The account being accessed does not support http.with blob sas url in Azure : https://www.itexperience.net/2019/04/20/the-account-being-accessed-does-not-support-http-with-blob-sas-url-in-azure/
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L’importanza del BACKUP

PERCHE’ SERVE IL BACKUP

Nella vita privata e nelle aziende generiamo continuamente informazioni: una foto, una fattura, un disegno, un messaggio, una password, una configurazione. L’importanza di una informazione è proporzionale all’impatto che ha su di noi la sua perdita. In generale tutte le informazioni che abbiamo memorizzato sui nostri dispositivi sono più o meno importanti: se l’informazione non fosse importante l’avremmo eliminata. La perdita di una informazione importante ci crea un danno affettivo o economico. La criticità di una informazione importante è proporzionale al tempo necessario per ricostruire questa informazione: questo tempo può essere infinito, cioè può essere impossibile ricostruire l’informazione.

Perché perdiamo i dati?

  1. I dispositivi su cui memorizziamo le informazioni
    1. si rompono
    2. ci vengono sottratti (furto)
    3. vengono distrutti (incendio)
  2. Noi cancelliamo o Modifichiamo le informazioni.
  3. Le informazioni vengono manomesse volutamente da esterni (cryptovirus)

L’unico rimedio al rischio di perdita delle informazioni è fare il backup, cioè una copia delle stesse informazioni. Tale pratica è ancora poco frequente sia nelle aziende sia nella vita privata, tanto che la maggior parte di noi spesso decide di fare il backup solo dopo il primo episodio di perdita di informazioni. La frequenza del backup è proporzionale alla frequenza delle modifiche che vengono apportate alle informazioni

IL PRODOTTO

Il sistema di backup proposto dalla Mecdata si basa su un sistema NAS collegato alla rete. In pratica, un NAS è un dispositivo composto da un disco e da una scheda di rete. Sui diversi client vengono montati software che eseguono la copia dei dati prescelti sul NAS. Con questa sistema si realizza la Duplicazione di Dati.

Il NAS proposto dalla Mecdata è composto da 2 dischi che copiano i dati uno sull’altro : nella pratica esistono sul NAS due copie dei dati, prevenendo in questo modo problemi dovuti ad un guasto su un disco. Ridondanza dei dispositivi di backup.

 

 

Se i dischi dei NAS vengono scelti con la giusta capienza il backup automatico può essere differenziato in base alla giornata: potreste copiare i dati, i giorni pari su una cartella del NAS e nei giorni dispari su un’altra cartella; potreste avere una copia al giorno. In questo modo avrete almeno una doppia copia dei dati e vi sarete posti in una condizione di sicurezza rispetto alle modifiche che fate Voi sui dati : modificate un file e avete l’esigenza di recuperare una versione precedente.

 

Se ne avete la possibilità, vi consigliamo di sistemare il NAS in una parte dell’edificio “lontana” dai vostri computer e possibilmente nascosta: questa accortezza potrebbe salvaguardare le vostre informazioni in caso di furto o di distruzione. Separazione dei dati dalla sorgente.

Naturalmente il punto più lontano in cui salvare una copia dei dati è “fuori dall’edificio”. I NAS proposti da Mecdata vi consentono di copiare i dati all’esterno, in Cloud. Ecco quindi realizzata una ulteriore sicurezza in genere presente solo in realtà che dispongono di server. Cloud.

I COSTI DI IMPLEMENTAZIONE

I costi per creare un sistema di backup, non sono significativi rispetto ai benefici. Ecco la lista della spesa :

  • I sistemi NAS costano circa 200 euro. Date un’occhiata al nostro catalogo 
  • Sul NAS è necessario montare 2 hard disk, 200 euro. Date un’occhiata al nostro catalogo 
  • Un Cloud costa meno di 100 euro all’anno.
  • Qualche ora di lavoro per installare e configurare il tutto.
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Condividere i file in Cloud con Azure

Creare un Account di Archiviazione su Azure

Entrare nella sottoscrizione Azure.

Cliccare su “Account di Archiviazione” e quindi su “Aggiungi”. Seguire le istruzioni.

Importante : account di archiviazione versione classica.

Replica : impostare secondo il livello di sicurezza cercato.

Azure Storage Explorer

Entrate nel nuovo account di archiviazione. In alto vedete il pulsante “Apri in Explorer”. Questo pulsante funziona solo se avete installato nel computer Azure Storage Explorer. Vi consente di vedere il dettaglio dei file ospitati su Azure. Potete scaricarlo qui.

Condivisione

Aprite il vostro account di archiviazione. Cliccate su File nella parte centrale.

azure file 1

In alto, spingete su + Condivisione File. Segnate il nome e la dimensione.

Montare una condivisione file di Azure e accedere alla condivisione in Windows

Per montare una condivisione file di Azure al di fuori dell’area di Azure in cui è ospitata, ad esempio in locale o in un’area di Azure diversa, il sistema operativo deve supportare SMB 3.0.

Prima di tutto procuratevi i dati di connessione. Come visto sopra, Aprite il vostro account di archiviazione, e cliccate su File nella parte centrale. Cliccate sulla condivisone che avete creato prima. Spingete il tasto “Connetti” in alto.

share conect

Sulla destra vedrete le stringhe di connessione. La prima è quella tramite PowerShell, la seconda è quella tramite comando net use. Focalizzatevi su questa.

net use azure share

Dovrete estrarre :

  1. l’indirizzo della connessione : è la parte dopo net use che comincia con \\. Dovete prendere tutto, compreso \\.
  2. l’utente che si connette : è la parte dopo /u:, comprensiva di Azure\
  3. La password : è tutta la lunghissima stringa che segue dopo.

Aprire “Esplora File”. Cliccare sull’elemento a sinistra “Questo PC”. Cliccare su “Connetti Unità di Rete”.

conneti unita

Selezionare la lettera di unità e immettere il percorso UNC.

windows azure storage mount


Documentazione